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Condannato e candidato. Nicola Alfano racconta la vicenda dell’ex sindaco di Sant’Anastasia, Carmine Esposito

I cittadini di Sant’Anastasia, in provincia di Napoli, si sono “svegliati” al 2019 con l’arrivo presso le loro case di una bella “letterina” mandata non in ritardo da Babbo Natale ma dall’ex sindaco di Sant’Anastasia Carmine Esposito, arrestato per tangenti nel dicembre del 2013 e condannato in primo grado il 18 ottobre 2017. La lettera è solo l’inizio di una campagna elettorale che sarà “giocata” con spregiudicatezza dall’ex sindaco e senza esclusione di colpi in un paese che culminerà con il voto del prossimo maggio. L’ex sindaco ripete, nella lettera, il ritornello di sempre e le le solite bugie rispetto alla condanna che ha avuto. Si dichiara vittima ed elogia i suoi tre anni di amministrazione quando spesso, in un clima di minacce e di arroganze, da lui stesso create ad arte, intimidiva gli avversari, capeggiava temi populisti come quelli della zona rossa e minacciava quei cittadini che non erano sulle sue posizioni come chiunque “osava” contraddire le sue verità. Ecco il testo integrale della “letterina” che l’ex sindaco ha mandato, poche ore fa, con tanto di intestazione ed indirizzo, a decine di anastasiani.

Nel frattempo, per far capire meglio a quegli anastasiani che decideranno di non cadere nella rete abile del suo vittimismo e delle sue bugie che, puntuale, ha ripetuto anche nella “letterina”, siamo andati a sentire colui che nel dicembre 2013 gli portò, non prima di averlo denunciato, la tangente di 15 mila euro. Nicola Alfano ci rivela qualcosa che molti non sanno… .

Nei prossimi mesi seguiremo con attenzione la vicenda dell’ex sindaco condannato e candidatosi, con lo stuolo dei suoi seguaci obbedienti, alle prossime elezioni amministrative. Per gli anastasiani si preparano mesi di veleni dove accanto ai candidati degli altri schieramenti ci sarà tutto l’ingombro della presenza dell’ex sindaco che pur essendo stato condannato continua a stravolgere la verità a suo vantaggio con l’unico obiettivo di riconquistare quel posto di comando senza il quale non può fare a meno.

 

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