Mar. Set 17th, 2019

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In Europa la camorra si “racconta” così…

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di antonio de michele |

Terra dei Fuochi” è un’espressione – si legge in una nota d’enciclopedia resa sul web con fonte wikipedia – nata negli anni 2000 per indicare una vasta area situata nell’Italia meridionale, che si estende in Campania, a cavallo tra la provincia di Napoli e quella di Caserta, in relazione all’interramento di rifiuti tossici e rifiuti speciali, e all’innesco di numerosi roghi di rifiuti, tutte circostanze con un potenziale impatto sulla salute della popolazione locale. Essa apparve per la prima volta nel 2003, quando fu usata nel Rapporto Ecomafie di quell’anno curato da Legambiente. In seguito è stata utilizzata da Roberto Saviano nel libro Gomorra, come titolo dell’undicesimo e ultimo capitolo. In questo documentario, che ha persino i sottotitoli per la televisione tedesca, la Terra dei Fuochi, per mano e telecamera di un giornalista assai bravo, si ricostruisce una narrazione ma soprattutto si documenta dove e come è potuta nascere una storia così. Le immagini di rifiuti incendiati, disseminati, o abbandonati in discariche abusive nella Terra dei Fuochi, anche in prossimità di zone abitate, sono state associate alla percezione di un maggior rischio per la salute per le persone che abitano nell’area. Un documentario messo in rete qui nel 2017 ma realizzato qualche anno prima e cioè in piena “psicosi” Terra dei Fuochi dacché è stato anche questo quel capitolo della storia recente.

Nel 2007 la Regione Campania emanò un “Divieto di pascolamento” (che sostanzialmente equivale a divieto di coltivazione), per la presenza di diossina su ortaggi ed erbe varie oltre i limiti consentiti. Il divieto colpiva diversi territori dell’hinterland napoletano e casertano. Poi il livello di diossina fu ufficialmente aumentato e successivamente la legge sparì. La diossina non era certamente dovuta agli incendi (o quanto meno questi ne producevano una minima parte), ma alla presenza di fabbriche pericolose che 24 ore su 24 spargevano fumi fuori controllo. Questo dato fu trascurato dalle autorità che si concentrarono (e si concentrano) soprattutto sui roghi.

I roghi tossici (ultimamente diminuiti grazie all’azione di numerose associazioni e attivisti che hanno agito anche e soprattutto sulle autorità) sono certamente un problema serio (di facile risoluzione se ci si organizza a dovere), ma il problema più grave sono i fumi tossici sparsi 24 ore su 24 (spesso senza neanche usare filtri adatti perché molto costosi), dalle numerose fabbriche spesso agevolate dalla mancanza di controlli costanti. Infatti alcune fabbriche hanno nei loro paraggi terreni inquinati, ma finora nessuna presa di posizione drastica è stata presa dagli organi competenti, nonostante le notizie siano ufficiali.

Questo reportage ha il valore assoluto di raccogliere molte testimonianze documentate. Persone e testimoni, medici e Forze dell’Ordine che vengono messi assieme dal bravo giornalista che ne ha curato anche la narrazione.

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