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Antonio Pelle, il più enigmatico boss di ‘ndrangheta raccontato da Roberto Saviano

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Antonio Pelle – recita una nota biografica – è il quarto figlio di una famiglia molto povera di San Luca, fin da piccolo svolge l’attività di pastore senza frequentare neanche la scuola elementare. Nel 1957 fu accusato di furto ma rilasciato per insufficienza di prove. L’anno successivo fu colpito a una gamba da un colpo di fucile. Nel 1959 fu assolto dall’accusa di possesso illegale di arma da fuoco. Nel 1961 fu arrestato per omicidio, tentato omicidio e cospirazione criminale. Fu rilasciato perché erano scaduti i termini della detenzione nel 1970.

Si sposerà con Giuseppa, figlia di Francesco Barbaro, da cui avrà una figlia Elisa Pelle. La corte d’appello per l’omicidio di Sebastiano Pizzata gli diede 11 anni, 11 mesi e 11 giorni da scontare in carcere. Fu per due anni nel carcere dell’isola di Pianosa in Toscana per poi essere tradotto in un carcere pugliese. Da lì nel febbraio del 1971 si diede latitante finché non fu arrestato una notte lungo la fiumara di Benestare nel novembre del 1977 da 3 carabinieri di pattuglia. In quel periodo avrà altri 3 figli. Nel 1981 otterrà la grazia dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini e la libertà vigilata.

Da quell’anno in poi, secondo alcuni pentiti, sarebbe diventato capo-società del Locale di San Luca e inizia a lavorare come operaio forestale.

Il figlio, Salvatore Pelle è stato arrestato il 10 marzo 2007. Invece Antonio Pelle, con un blitz dei carabinieri a Polistena (RC), viene arrestato il 12 giugno 2009 dopo circa 9 anni di latitanza. Si trovava all’ospedale per curare un’ernia strozzata. Alla cattura ha detto: “È tutto finito, è tutto finito”. Dovrà scontare 21 anni di carcere, ma a causa della sua malattia dopo pochi mesi viene messo agli arresti domiciliari. Ad agosto 2009 sua figlia Elisa Pelle si sposa con Giuseppe Barbaro, figlio di Pasquale Barbaro detto “U castanu“. Il matrimonio si tenne al Parco D’Aspromonte a Platì e all’Euro Hotel di Marina di Ardore. Il matrimonio sarebbe stato usato per eleggere in maniera informale il nuovo Capocrimine: Domenico Oppedisano in vista della prossima riunione del Crimine a Settembre durante la Festa della Madonna di Polsi.

Antonio Pelle muore a 77 anni la mattina del 4 novembre 2009 presso l’ospedale di Locri, dov’era stato ricoverato la notte del 3 novembre, in seguito a un infarto. L’11 novembre 2009 tre giocatori del San Luca Calcio, squadra militante nella Prima Categoria giocano una partita con il Bianco Calcio con il lutto al braccio. Uno di essi era un parente di Antonio Pelle. A seguito dell’evento, il questore di Reggio Calabria ha imposto al vicepresidente della squadra Giovanni Trimboli presente alla partita il divieto d’accesso allo stadio per un anno. Il Presidente della squadra, don Pino Strangio, ha dichiarato di essere all’oscuro di quanto accaduto e che avrebbe impedito quanto accaduto.

Qui, Roberto Saviano lo racconta nel suo documentario che ben testimonia il senso, la filosofia e la logica con cui la ‘ndrangheta si muoveva e si muove ancora.

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