gli obiettivi - la camorra, vista & rivista

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gli obiettivi

il progetto

Parlare di camorra
e combatterla in un altro modo


di francesco de rosa*


L'unica cosa di cui la lotta alla camorra non ha bisogno è degli eroi solitari, di quelli che, sui temi della legalità, si vogliono mettere in evidenza ad ogni costo. Di quelli che stanno bene solo se comprendono che stanno più avanti, più alto, più distanti dalla media. E' per questo che le "armi convenzionali" con cui finora abbiamo combattuto la camorra presentano sempre le stesse contraddizioni. Da una parte lo Stato militante che non è fatto di politica, non cerca il consenso, non è sotto i riflettori, non lucra, non scrive libri o "campa" di anticamorra. Anzi spesso è economicamente al limite ricevendo l'esclusivo stipendio che la collettività prevede per chi lavora per lo Stato e la giustizia e soprattutto potrebbe essere colpito in ogni istante non potendo beneficare di una scorta né di altra protezione. E' lo Stato dei tanti funzionari, impiegati, giudici, forze dell'ordine, investigatori, carabinieri e poliziotti, guardie carcerarie e guardia di finanza, uffici di segreteria e messi giudiziari, sostituti procuratori e tutti coloro che sono in servizio presso i tribunali che senziano le pene da dare ai copevoli. E' soprattutto grazie a loro che oggi si può nutrire qualche speranza nella lotta alla camorra come ad ogni crimine organizzato. Tuttavia il limite di ogni loro azione è che tutto quello che fanno e che uno Stato di diritto può consentire loro di fare per combattere le illegalità ed il crimine si può racchiudere sotto la stessa voce che definiamo "repressione". Tutti loro vivono (e non di rado muoiono) per raggiungere il più importante dei loro obiettivi professionali: assicurare i camorristi alla giustizia e condannarli per i reati che hanno commesso.

Ma il crimine in Italia come altrove non è mai stato debellato con l'unica "arma" della repressione.
Accanto ai "servitori dello Stato" ci sono poi coloro che parlano o scrivono di camorristi perchè scriverne o parlarne non è mai abbastanza; perchè può servire in uno Stato civile sapere e aver coscienza di quello che accade; perchè una società si forma anche quando viene (in)formata. Giornalsti, scrittori, opinionisti che fano il loro dovere e spesso rischiano la vita essendo minacciati da questo o quel clan. Un "esercito" di persone in mezzo al quale, inevitabilmente, si anidano coloro che ne approfittano, quelli che di professione fanno l'anticamorra come l'antimafia. Quelli che diventano "star" contenti di esserlo, "miti", eroi solitari di cui la lorra alla camorra non se e
avvantaggia di certo. Anzi.


                                                                                                                                                        


L'altro ambito delle "armi convenzionali" con cui si combatte la camorra è dato da parti della società civile: associazioni, organizzazioni sociali, settori della Chiesa militante, il mondo della cultura accademica e della scuola, qualche politico che chiede dichiaratamente consensi in nome della lotta al crimine organizzato. Anche qui accanto a coloro che fanno azione quotidiana di "prevenzione" contro il crimine organizzato con l'impegno civile, il volontariato e tanti progetti che hanno valore e sostanza, ci sono quelli che sulla lotta al crimine ci costruiscono imperi finanziari, le loro fortune, le loro visibilità. Essi avocano a loro stessi il diritto ed il ruolo di capire e di dire come si combatte la illeglità e cosa occorre fare per vincere la battaglia contro il crimine. In questo modo nscono e crescono "preti eroi", "vescovi eroi" e decine di figure che organizzano il "monopolio" della legalità. E' il male peggiore che si possa fare nella lotta al crimine dacché essa va fatta con la partecipazione di tutti i cittadini. E' un diritto (e un dovere) di tutti debellare il crimine in una società, in uno Stato civile.

Il progetto "la camorra, vista & rivista" nasce per questo: per contribuire a far diventare un diritto (e un dovere) di tutti la lotta alla illegalita. Un dirittto e un dovere persino di qualche camorrista che si lascia alle spalle la sua vita delittuosa. Anche a loro va data la possibilità di cambiare vita se, avendo pagato il conto con la giustizia, comprendono l'abisso nel quale hanno vissuto.
La lotta alla camorra occorre farla con altri mezzi assieme a quelli già intrapresi, alla repressione e all'azione di tante sane associazioni come di inchieste, libri e articoli a cui è dato il comoito suscitare di suscitare l'attenzione su temi che altrimenti vengono taciuti. Ma occorre anche che si avvii, come diceva Paolo Borsellino parlando del tema e della lotta alla mafia, quella rivoluzione culturale e popolare che non si è ancora avviata. Occorre cambiare i costumi sociali e persino certi monopoli di chi si arroga il diritto di combattere il crimine, la camorra come la mafia, da eroe solitario con qualche libro o con qualche associazione.
Gli eroi non servono e soprattutto non bastano perchè fanno danno, perchè "lucrano" sul tema, perchè vestono una parte che non deve essere e non può essere solo la loro.  
Sicché nella sua parte più concreta "la camorra, vista & rivista", sul portale nel quale siete come sulle pagine della rivista cartacea, si propone di interpretare un nuovo modo di fare "argine" contro la camorra. Assieme alle istituzioni, alla scuola, al mondo dei media, alla società civile, alle associazioni esistenti che non fanno monopolio, ai colleghi giornalisti, agli scrittori che si impegnano nella stessa lotta senza cercare per forza i riflettori ed il consenso assoluto. Assieme alle procure della Repubblica e ai magistrati che sono sul territorio; assieme alle forze dell'Ordine, ai loro uffici, ai loro uomini e donne che sono in prima linea ogni giorno rischiando la vita; assieme ai camorristi che hanno chiuso con il passato a cui chiederemo di spiegare le loro logiche, i moventi, i motivi che li persuasero ad essere lì. Solo entrando nelle motiviazioni per le quali si diventa camorristi potremo davvero riuscire a smantellare quella logica malsana che li fece e li fa camorristi conciliando in questo, dal loro punto di vista, persino la fede osservante.


Il progetto "la camorra, vista & rivista", nel frattempo, vuole raccontare anche l'altra camorra: quella dei colletti bianchi, delle lobby, dei baronati, della società perbene che perbene non è quando pratica la raccomandazione, i favoristi, il consenso elettorale in cambio del piacere politico; raccontare la camorra delle tante pratiche illegali commesse persino da chi la legge la dovrebbe obbligare agli altri.
I mille viaggi che ci porteranno all'interno delle contraddizioni sociali saranno tali da far apparire persino la camorra ufficiale una organizzazione dilettante. Su queste pagine troverete le inchieste, i reportage, le confidenze, le ricostruzioni, i dati, le testimonianze, le voci e le immagini di operazioni di polizia, i processi in atto. E sarà grazie all'aiuto e alla collaborazione di uffici, di colleghi giornalisti, di associazioni, osservatori e parti dello Stato se potremo ricostruire su queste pagine anche una memoria del crimine organizzato, archivio di dati e di immagini, di inchieste e di approfondimenti.


Con l'aprile 2016, dopo un lungo periodo di pausa, riprende a passi spediti il cammino del progetto con la pubblicazione di un nuovo numero, con una nuova versione di questo portale ma soprattutto con la collaborazione, che si fà sodalizio naturale, della Fondazione Polis che diventa parte intergrante della redazione. Proporrà su questo portale, da cui si può arrivare sul sito della stessa, tutti  i temi e il grande lavoro che sta portando avanti in questi anni affinché i parenti di coloro che sono stati uccisi dalla camorra non si sentano soli.


Il comitato redazionale, accanto e assieme a quello scientifico, annovera molti altri ed importanti nomi. Li potrete leggere nel link apposito. Nel frattempo se avrete osservazioni, interazioni, proposte e anche il convicimento ad entrare nel progetto "la camorra vista & rivista" aspettereremo una vostra mail a questo indirizzo con i riferimenti e i dati per raggiungervi in qualche modo.



* direttore responsabile / ideatore del progetto "la camorra vista & rivista"




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