A Milano la mafia è una e trina. E Gioacchino Amico, legato alla camorra romana è il quinto a fare la scelta del pentimento nell’inchiesta sugli equilibri al Nord fra le tre associazioni mafiose. Martedì 17 marzo nel carcere di Lorusso e Cutugno di Torino si è suicidato Bernardo Pace, un uomo di 62 anni che a gennaio era stato condannato in primo grado a 14 anni e 4 mesi nel cosiddetto processo Hydra: un grande procedimento legato alla presunta alleanza tra membri di Cosa nostra, ’ndrangheta e camorra per fare affari in Lombardia, il cosiddetto “sistema mafioso lombardo”. Pace era stato condannato insieme ad altre 61 persone che come lui avevano scelto di ricorrere al rito abbreviato. Ecco gli sviluppi più recenti.
di francesco de rosa
Il processo Hydra è una maxi-inchiesta della DDA di Milano che ha svelato un’inedita e potente alleanza tra camorra, Cosa Nostra e ‘ndrangheta in Lombardia. Il procedimento ha evidenziato un “sistema mafioso unico” dedicato ad affari illeciti, riciclaggio e controllo del territorio, portando nel gennaio 2026 a decine di condanne. Gli sviluppi più recenti li svela con puntuale dettaglio oggi il collega Luigi Ferrarelle sul “Corriere della Sera”. E sottolinea che era stata proprio di Gioacchino Amico, il 4 gennaio 2021, l’intercettazione che per la pm milanese Alessandra Cerreti, «se questo fosse un film, sarebbe il titolo» dell’indagine di criminalità organizzata Hydra: «Acquisteremo tutte le cose che ci va a costare, asse, non asse, costruiremo tutto sempre e dove: con i proventi di Milano, Milano; con i proventi Roma, Roma; con i proventi di Calabria, Calabria; con i proventi di Sicilia, Sicilia. Così sul territorio non abbiamo discordanze». Da oggi così tra gli imputati c’è un nuovo collaboratore di giustizia, emerge che a fare il salto è proprio Gioacchino Amico, nato a Canicattì (Agrigento) ma ritenuto dagli inquirenti un rappresentante al Nord della camorra romana legata al clan Senese. L’avvio della collaborazione di Amico è emerso nel corso della prima udienza (nell’aula bunker di San Vittore) del processo ai 45 imputati che hanno scelto il rito ordinario, diversamente da quanti scelsero il rito abbreviato giudicato in gennaio dal giudice Emanuele Mancini con 62 condannati e 18 assolti. Gioacchino Amico è il quinto collaboratore di giustizia in questa indagine, dopo il geometra delle fatture false Saverio Pintaudi; William Cerbo, collettore economico a Milano del clan catanese Mazzei; Francesco Bellusci, affiliato alla ‘ndrangheta di Lonate Pozzolo; e Bernardo Pace, l’esponente del mandamento mafioso di Trapani condannato in abbreviato in gennaio a 14 anni e 4 mesi impiccatosi proprio martedì 17 marzo nel carcere di Torino dopo aver da poco iniziato a rendere i propri interrogatori ai pm Cerreti e Rosario Ferracane.
L’indagine ha dimostrato che le diverse organizzazioni mafiose in Lombardia non si scontrano, ma collaborano in una “struttura orizzontale” per gestire affari in modo più efficiente. La rete si occupa di traffico di droga, armi, estorsioni, truffe sui bonus e, in particolare, di investimenti finanziari e riciclaggio attraverso una rete di società. Si tratta di un sistema di “Mafia dei colletti bianchi”, Un sistema emerso e descritto come meno violento militarmente ma più pervasivo economicamente, con Milano trasformata in un hub finanziario per la criminalità organizzata. A gennaio 2026, il processo con rito abbreviato ha portato a oltre 60 condanne e decine di rinvii a giudizio per associazione mafiosa. Il nome “Hydra” deriva dalla creatura mitologica le cui teste ricrescevano se tagliate, metafora utilizzata dagli investigatori per descrivere la capacità delle organizzazioni criminali di rigenerarsi e allearsi nella città di Milano e in Lombardia.


