“Io sono a Napoli dal 20 ottobre 2023 e sto conoscendo, sto imparando la camorra, ho visto, sto studiando tante camorre, tanti livelli di camorra e nel corso di questi anni abbiamo ottenuto risultati importanti, abbiamo dei risultati superiori del 30-35% rispetto agli anni precedenti, quindi ci stiamo attrezzando per essere più efficienti e più performanti”.
A dirlo è il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri. “È stato bellissimo – ha spiegato anche davanti agli studenti – incontrare questi ragazzi attentissimi con ragionamenti e riflessioni profonde che abbiamo fatto assieme. Spero sia servito questo incontro schietto, sincero, senza infingimenti, proprio per proiettarli nel mondo, nel loro mondo del lavoro, che è quello di formare le nuove generazioni”.
In bilancio di quasi tre anni vissuti a Napoli è positivo nonostante i mille ostacoli. “Tutte le riforme fatte non sono servite a nulla, se non a essere dannose, soprattutto in termini di rallentamento dell’acquisizione della prova”. Nicola Gratteri è stato chiaro anche nel corso del suo recente intervenuto all’ultima serata della quindicesima edizione di “Trame”, il Festival dei libri sulle mafie, per presentare i libri scritti con Antonio Nicaso “Cartelli di sangue” e “Come radici, una storia sulle seconde possibilità”.
Alla domanda su una sua possibile discesa in politica, Gratteri ha risposto: “Io penso di no”. E ha aggiunto: “Ho una storia di coerenza di vita. Nella mia testa sono stato sempre all’opposizione. Sono il felice procuratore di Napoli”. Il procuratore ha poi messo in guardia dal potere economico delle organizzazioni criminali. “Le mafie – ha detto – anche se non uccidono, sono pericolose, perché con i milioni di euro del provento della cocaina comprano attività commerciali, drogano il mercato, comprano pezzi di giornale, comprano pezzi di televisione. Se compro l’informazione è un’involuzione democratica, e voi non saprete quello che accade nel mondo e quello che accade sul vostro territorio”.
“Le mafie – ha aggiunto Nicola Gratteri– hanno bisogno di un incontro, di abbracci con l’uomo delle istituzioni. In tanti anni è cambiata la percezione della giustizia. Adesso quando qualcuno riceve un avviso di garanzia fa la diretta Facebook, e dice: ho ricevuto adesso un avviso di garanzia. Si fa il processo, legge il capo di imputazione e spiega per quale motivo il procuratore ha sbagliato. Si tende sempre a parlare di persecuzione. Ormai non si processano più le persone in aula, si processano in televisione”. Parlando poi del traffico di armi, Gratteri ha rilevato che “quando finirà la guerra Ucraina-Russia le nostre mafie andranno lì a fare shopping, a comprare armi, a comprare esplosivo a prezzi da saldo. Le mafie oggi utilizzano il dark web, utilizzano l’intelligenza artificiale per decidere quale rotta far fare alla nave e per avere meno probabilità di essere intercettati”.
E così tracciando un bilancio dei primi anni alla guida della procura di Napoli ha detto: “In un anno – ha detto – abbiamo definito 6500 fascicoli in più, con lo stesso numero di magistrati. E nel 2025, rispetto agli anni precedenti, abbiamo triplicato le rogatorie internazionali, abbiamo raddoppiato le demolizioni: prima si demolivano 70 palazzi l’anno, adesso ne demoliamo 180. E c’è un terzo in più di arresti. Ora sono quasi tutti contenti, anche quelli che avevo contro prima, perché abbiamo fatto sinergia”.
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Sullo sfondo la docuserie già uscita. Il procuratore della Repubblica di Napoli ha detto: “Questo docufilm è stato registrato quattro anni fa, quando io ero a Catanzaro e abbiamo raccontato la ‘ndrangheta, abbiamo incontrato l’evoluzione, abbiamo incontrato l’impatto che il nostro lavoro, quello delle forze dell’ordine e quello della magistratura, ha avuto sulla Calabria e quali sono stati ancora gli effetti benefici che si sono avuti sul territorio. E questo ce l’ha confermato anche il risultato referendario: i miei 7 anni a Catanzaro hanno consentito anche di far vincere il no nel distretto di Catanzaro”.
La storia di Nicola Gratteri e la sua lotta contro la criminalità organizzata è in questa docuserie originale Hulu italiana, in quattro episodi. World Wide Mafia, ‘Ndrangheta ha debuttato il 20 maggio in esclusiva su Disney+ in Italia e a livello internazionale e su Hulu negli Stati Uniti. Quattro episodi che promettono di raccontare non soltanto le indagini, ma anche il sistema criminale più potente e silenzioso d’Europa. Perché la ‘ndrangheta non è più soltanto la mafia delle montagne calabresi o dei summit nei paesi dell’Aspromonte. È un’organizzazione globale, capace di infiltrarsi nella politica, nell’economia, nella finanza internazionale e nel narcotraffico mondiale. Ed è proprio questo il cuore della serie: mostrare come la criminalità organizzata calabrese sia diventata una holding criminale planetaria. Prodotta da Disney+, IBC Movie e Sunset Presse in associazione con Borough Productions e basata su eventi reali, questo nuovo progetto originale scritto da Jacques Charmelot, Michela Gallio, Giovanni Filippetto, François Chayé e diretto da Charmelot e Chayé racconta, attraverso un accesso esclusivo alle indagini e ad alcuni dei suoi protagonisti, la storia e l’attualità dell’organizzazione criminale italiana sotto forma di docuserie.
La produzione italiana offre al pubblico un racconto completo e unico sul fenomeno italiano della ‘Ndrangheta. Racconta il Nicola Gratteri, magistrato calabrese sotto scorta da oltre trent’anni, che ha guidato nel 2019 la più grande operazione mai tentata contro la ‘Ndrangheta, l’operazione Rinascita Scott. Dalle indagini che hanno svelato il potere globale dell’organizzazione criminale calabrese fino al maxiprocesso che ha coinvolto oltre 400 imputati, la serie racconta una guerra di giustizia e coraggio in una terra segnata da paura e silenzi. Tra minacce di morte, tradimenti e redenzioni, emergono figure di magistrati, pentiti e vittime che scelgono di non piegarsi. Gratteri con la sua squadra affronta la sua battaglia più lunga, mentre la Calabria e il mondo assistono a un processo che potrebbe cambiare per sempre la lotta alla criminalità organizzata. La serie, che segue Gratteri negli anni in cui è stato Procuratore della Repubblica di Catanzaro, permette agli spettatori di scoprire la sua storia personale e la realtà quotidiana della sua lotta, seguendo il suo lavoro di “comandante in capo” di un’indagine che coinvolge servizi segreti, carabinieri, unità militari e forze speciali.
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