Giù le mani da Maurizio Patriciello. Non ci farete nessuna paura


di francesco de rosa


Conosco Maurizio Patriciello da diversi anni. Ho condiviso con lui convegni sui temi della legalità, alcune presentazioni del suo libro, il premio “Fontana d’Argento“, una rubrica su questo portale come sulla versione cartacea ed altre iniziative culturali. Maurizio è energia pura, la capacità di creare ponti con gli altri, il bisogno di denunciare i soprusi, il crimine, il malaffare. L’ordigno fatto esplodere alle prime luci dell’alba di questo sabato 12 marzo, nel giorno del suo compleanno non mette paura a nessuno. Né a lui né a chi è accanto a lui.


Già alle prime luci dell’alba di questo sabato 12 marzo 2022, appena realizzato che era esploso un ordigno davanti al cancello della sua parrocchia a Caivano ha voluto far capire con poche parole ma chiare, come sempre, il suo stato d’animo. “Intimidito? No. Sono dispiaciuto, questo sì. Dispiaciuto tantissimo, ma per loro che hanno intrapreso queste strade di morte, di sofferenza, di inciviltà e di prepotenza”. Già, la prepotenza. Quella che Maurizio Patriciello combatte da anni a mani nude e a parole fitte. Con la capacità che pochi hanno come lui. Parla chiaro ed è diretto. Riesce a catalizzare l’attenzione di chi lo ascolta con piacere. La prima volta che lo ascoltai fu nella sua chiesa di Caivano diversi anni fa. Lo stavo intervistando per un viaggio tra “i giusti nella terra dei veleni” che realizzavo per la tv. Ci siamo messaggiati nel giorno in cui la stampa campana commentava come in un coro il manifesto su Cutolo ad un anno dalla morte dove era scritto “anima benedetta”. Io gli postai l’articolo scritto su questo portale. Lui mi inviò l’articolo che aveva scritto su “Avvenire” attorno allo stesso tema. Avevamo scritto , in pratica, esattamente la stessa cosa: che il coro moralista era solo una bolla di sapone.

Mai nel finto coro del perbenismo, Maurizio Patriciello continua la sua battaglia contro ogni illegalità. Sono stati pochi i danni che ha fatto per fortuna la bomba carta ma il segnale è stato dato e non bisogna sottovalutarlo. La zona a nord di Napoli nasconde molti camorristi che vogliono imporsi contro le regole della legalità ad ogni costo. La matrice dell’ordigno per ora è ignota. Si è trattato, come detto, di una bomba carta che è esplosa lì sotto il cancello della chiesa di San Paolo Apostolo nel Parco Verde di Caivano (Napoli) dove il parroco è lui, quel sacerdote che non esita a stare in prima linea per le sue battaglie contro la camorra come contro la devastazione ambientale nella Terra dei fuochi. Una bomba carta che è stata fatta esplodere nel giorno del suo compleanno per dare un altro segnale chiaro d’intimidazione camorristica. Maurizio ha compiuto i suoi anni, nacque infatti il 12 marzo del 1955. Il gesto intimidatorio è stato un segnale netto. I Carabinieri della compagnia di Casoria e della tenenza di Caivano stanno cercando di capire di più. Sì, “stanno ancora facendo i rilievi, – commentava Maurizio a caldo poche ore dopo l’accaduto. “Non abbiamo ancora compreso da dove possa arrivare questo gesto. Non riusciamo a capire se sia da quelli del Parco Verde, o magari da quell’altra lotta che stanno combattendo ad Arzano, visto che noi ci stiamo impegnando con il nostro Comitato per la liberazione dalla camorra dell’area nord di Napoli dopo i manifesti funebri per il comandante della Polizia locale Biagio Chiariello. Oppure la mano potrebbe arrivare da Frattaminore, io abito ancora lì e in queste ultime settimane ci sono state cinque stese e l’esplosione di quattro bombe”.
La battaglia contro i criminali della camorra continua come il primo giorno. Occorre presidiare ogni istante su un territorio vasto abitato da tante gente perbene che viene messa in ombra da camorristi e delinquenti. Ma l’indignazione che subito dopo la bomba carta si è sollevata è un altro segnale importante: “Maurizio non è solo né lo sarà mai!” si sente ripetere ed io stesso gli dico qui. “Nel cuore della notte, intorno alle ore 4, un forte boato. Un’esplosione davanti al cancello della chiesa del Parco Verde di Caivano. Padre Maurizio Patriciello non dorme qui. Ma lui è il parroco di quella chiesa. Siamo tutti preoccupati. Da quando abbiamo alzato la voce in questa area Nord di Napoli, dando vita al comitato di liberazione dalla camorra che è nato proprio in questa chiesa, lo Stato sta dando risposte concrete nella battaglia per la legalità”. Così in una nota, ha scritto Sandro Ruotolo che oggi siede in Senato dopo essere stato un giornalista di frontiera a caccia di soprusi e di illegalità. Ma di Maurizio e di quello che gli è accaduto hanno scritto in tanti altri. Vicinanza e partecipazione sono arrivate a Maurizio Patriciello da tante altre parti. Dal mondo politico a quello delle associazioni, dalle istituzioni al mondo degli intellettuali. Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, ha espresso “piena solidarietà al parroco per l’intimidazione subita davanti alla sua chiesa. Lo Stato, in tutte le sue articolazioni e con l’apporto di chi opera meritoriamente su territori difficili – ha detto – deve lavorare ogni giorno per difendere la legalità. In prima linea con Don Maurizio“. “La mia piena solidarietà a don Maurizio che a Caivano da anni svolge un ruolo fondamentale a sostegno della sua comunità. Siamo tutti al suo fianco e sono certo che le intimidazioni non lo faranno arretrare di un millimetro. L’impegno dello Stato sul territorio deve essere massimo“. Queste invece sono state le parole del presidente della Camera, Roberto Fico. Un coro unito ed unanime ce riconosce a Maurizio Patriciello un grande compito svolto in questi anni con caparbia motivazione ed un impegno immenso. Stanne certo, Maurizio! Non ti lasceremo solo! Chi ti ha voluto avvisare è avvisato.

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