Ci saranno ben otto Istituti scolastici di scuole superiori del territorio (dall’Isis Pacioli ai Licei Torricelli e Diaz, da Pomigliano d’Arco arriveranno i dirigenti, i docenti e gli alunni dei Licei Imbriani e Cantone, degli Istituti Europa e Barsanti e poi l’Ipsar Tognazzi/Russo che ha sedi in diverse città) a raccontare il loro impegno per la cultura della legalità e della giustizia sociale. Ci sarà Monica Matano che guida con solerzia l’Ufficio Scolastico Regionale in Campania che consegnerà anche il Premio Fontana d’Argento 2026 alla memoria dell’impegno di Antonio De Michele, dirigente scolastico scomparso d recente. Ci saranno gli Istituti Comprensivi della città, l’Amministrazione comunale al completo, l’Arma dei Carabinieri, la Questura di Napoli con il Questore Fausto Lamparelli. Ci sarà Cafiero De Raho, vicepresidente della Commissione Antimafia e Leandro Limoccia docente alla Federido II. Ci saranno i vertici delle Procure di Napoli e Nola, la Prefettura del capoluogo con il Prefetto Michele Di Bari che riceverà, come altri durante il Festival, il Premio Fontana d’Argento 2026. Ci sarà la Chiesa di Napoli con il cardinale don Mimmo Battaglia, il vescovo di Acerra Antonio Di Donna, il parroco di Caivano Maurizio Patriciello con la testimonianza di altri quattro parroci da chiese d’impegno affidate a Ferdinando Russo, Tommaso Lucania, Nicola De Sena, Francesco Velotti. Ci sarà la Regione Campania con il presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi. Ci sarà l’Ordine dei Giornalisti con il presidente della Campania Ottavio Lucarelli, quello degli Avvocati di Nola con il presidente Aldo Maione assieme a tanti loro colleghi. E poi l’oncologo Paolo Ascierto, Gino Di Mare, fratello dello scomparso Franco Di Mare, Luigi Maiello che oggi guida la Polizia locale di Arzano, Antonio Marfella medico coraggioso che combatte per la bonifica della terra dei fuochi, Raffaele Sacchi docente alla Federico II presso l’Agraria di Portici. Ci sarà l’imprenditore Nicola Alfano che ha mandato in galera sindaci e tangentisti, Ci sarà Melicia Comberiati, calabrese coraggiosa che guida oggi la segreteria generale della Cisl a Napoli e Luigi Panacea che ha guidato la Uil Scuola per anni. Ci saranno “le due” Marisa Diana, sorella e cugina di don Peppino Diana, il prete ucciso dalla camorra a Casal di Principe. Da Gioia Tauro arriverà l’imprenditore Antonino De Masi che per amor di giustizia e legalità è sotto scorta e la sua famiglia è costretta a vivere in un posto segreto del nord Italia pur di non cedere alla ‘ndrangheta. Ci sarà Patrizio Spigno, presidente regionale di Slow Food che conserva i semi delle piante per tutelare produzioni autoctone di qualità. Ci sarà l’Università Parthenope e la Scuola Bruniana che ha sede a Nola. Un grande impegno che “la camorra vista&rivista” nata nel 2012 proprio a Napoli con questo portale web, con l’Associazione Suoni&migranti e la testata giornalistica de “il Cittadino” perseguono da anni in diversi modi. Questa volta con il coinvolgimento e la partecipazione piena dell’Amministrazione cittadina guidata da Mariano Caserta, della sua giunta e dei consiglieri comunali di maggioranza; con realtà che fanno associazionismo di frontiera come quella di Giuseppe Fornaro, o puntuale informazione locale come accade su “Sant’Anastasia Oggi”. Il progetto è inclusivo e chi vuole può farne parte dacché c’è posto e spazio per tutti a patto che la giustizia sociale e la legalità siano temi praticati da chi è capace di esserne coinvolto e non solo di usare quei temi per discorsi che sanno solo di retorica e marketing sociale.
La lista dei testimoni d’eccellenza è lunghissima per i tre giorni del Festival itinerante di Giustizia Sociale che quest’anno, da dove parte, avrà per titolo “mani/festi per la legalità” . Il progetto che il giornalista Francesco De Rosa ha messo in piedi è ambizioso e raccoglie tutto il senso di questi anni, dell’impegno civile e delle testimonianze che passeranno durante i tre giorni. Si tratta di fare rete costante e mille connessioni con le scuole superiori dei territori, di unire i sindaci (che siano di sinistra e di destra) che fanno davvero pratica di legalità, di chiamare le cose con il loro nome e non aver paura di denunciare i soprusi, le ingiustizie sociali, le illegalità diffuse, i propri errori, la corruzione della politica e delle altre istituzioni. Un progetto che inizia in una città di provincia italiana più messe alla prova negli ultimi decenni da ambiguità e corruzione. Si tratterà di fare anche rete con le amministrazioni locali virtuose come quella di Josi Della Ragione, per esempio, che sarà al Festival e che a Bacoli ha messo in campo la pratica di un impegno per la legalità che è costante, popolare, coraggioso. O con le amministrazioni che hanno iniziato da poco il loro percorso ma che hanno in mente gli stessi obiettivi come quella che nella vicina Somma Vesuviana è stata affidata a Silvia Svanera, sindaca di una città che vuole rinascere e che pure sarà presente al Festival.
Tre giorni, quindi, ricchi di nomi, di panel a tema che inizieranno la mattina di giovedì 29 ottobre alle 10 nella sala consiliare del Comune di Sant’Anastasia e alle 18.30; passeranno il giorno dopo per il teatro Metropolitan che di venerdì mattina dalle 10.30 accoglierà molti nomi noti e proseguirà nella giornata del sabato 31 ottobre con ben tre appuntamenti: due in sala consiliare alle 10.30 e alle 17 con i vertici della Procura di Nola, gli avvocati (la mattina), il vescovo di Acerra, la sorella di Don Peppe Diana, Marisa e ben quattro parroci (nel pomeriggio alle 17) per finire a sera in piazza Trivio quando alle 20.30 un concerto/evento vedrà partecipare musicisti, poeti, artisti con un grande momento di musica, d’arte e poesia animato da i Zezi, gli Spaccapaese, i Rarecanova. E poi i musicisti, percussionisti, performer, artisti, attori e vocalist Michele Maione, Girolamo De Simone, Ondina Furnari e Ferdinando De Simone, Antonio Merone, Giuseppe Auriemma, Maria Daniela Pace e Nellino Esposito, i poeti Giuseppe Vetromile ed Olimpia Romano, il designer arrivato al successo internazionale Gianpiero D’Alessandro.
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