L’ipotesi del cemento “annacquato” o scadente è, secondo l’impianto accusatorio, solo uno dei sistemi corruttivi nell’inchiesta della Procura di Napoli sui cantieri della nuova linea ferroviaria ad Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari. 20 misure cautelari personali e interdittive nei confronti di imprenditori e pubblici ufficiali. Tra i filoni dell’inchiesta condotta dal Pm Henry John Woodcock, quindi, assieme a mazzette, sfruttamento dei lavoratori stranieri, regali costosi ed altri benefit c’è anche la qualità del calcestruzzo e la gestione dei materiali di scavo. Uno scenario inquietante davanti al quale Nicola Gratteri non ha esitato: “È il sistema normativo che è soprattutto preventivo che non funziona”, i subappalti l’anello debole.
francesco de rosa
Lo scenario è inquietante e su quello ancora una volta la Procura di Napoli guidata da Nicola Gratteri non ha esitato ad intervenire. Al centro dell’indagine in particolare i lavori connessi alle tratte Napoli-Cancello, Apice-Hirpinia e Frasso Telesino-Telese-San Lorenzo-Vitulano. Secondo la ricostruzione dei finanzieri e della Procura partenopea, accolta dal giudice, sarebbe emerso un sistema di rapporti corruttivi tra imprenditori e pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che, in ragione delle responsabilità tecniche, amministrative e di cantiere esercitate, avrebbero agevolato determinate imprese nell’ottenimento delle commesse, nell’esecuzione e contabilizzazione dei lavori, nonché nei controlli e nei pagamenti.
Le somme di danaro e i regali
Un mondo di corruzione in cambio di favori accordati che sarebbero stati corrisposti con denaro ed altre utilità. Le somme in contanti venivano secondo l’accusa, occultate in confezioni e box natalizi. ma c’erano anche orologi di pregio, telefoni cellulari, soggiorni, vacanze e altri beni e servizi.
I lavoratori stranieri con turni massacranti
E non finisce qua. Un ulteriore filone investigativo ha riguardato l’impiego irregolare e lo sfruttamento di lavoratori extracomunitari. In particolare, durante l’esecuzione dei lavori sarebbe stata documentata la presenza nei cantieri di lavoratori di origine egiziana sottoposti a condizioni lavorative particolarmente gravose, con turni protratti, in alcuni casi, sino a 20 ore, reiterate violazioni dei periodi di riposo, retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali e inosservanza delle disposizioni in materia di igiene e sicurezza. In particolare, nel cantiere di Grottaminarda sarebbe stata documentata la presenza di ben 34 lavoratori egiziani sottoposti a condizioni particolarmente gravose, con turni anche di 10, 12, 14, 16 e fino a 20 ore e, in alcuni casi, appena tre o quattro ore di riposo. Contestate anche retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali e violazioni delle disposizioni in materia di igiene e sicurezza. Sarebbero inoltre emerse irregolarità nei permessi di soggiorno e nella documentazione relativa alla formazione sulla sicurezza.
Venti misure cautelari
La Guardia di Finanza di Napoli ha notificato 20 misure cautelari personali nei confronti di imprenditori e pubblici ufficiali nell’ambito delle indagini sui lavori per la realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità Napoli-Bari. Corruzione, caporalato e emissione di fatture per operazioni inesistenti i reati contestati. Su richiesta del Pm Henry John Woodcock, Il gip ha disposto anche il sequestro preventivo del profitto dei reati di corruzione. Secondo gli inquirenti sarebbe stato usato per una tratta calcestruzzo di scarsa qualità, circostanza di straordinaria gravità per il gip. Complessivamente sono stati notificati 10 arresti domiciliari, 7 obblighi di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria, in due casi accompagnati dalla sospensione dall’esercizio del pubblico servizio, e tre sospensioni.
Mazzette e capolarato
Secondo la ricostruzione dei finanzieri e della Procura partenopea, accolta dal giudice, sarebbe emerso un sistema di rapporti corruttivi tra imprenditori e pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che, in ragione delle responsabilità tecniche, amministrative e di cantiere esercitate, avrebbero agevolato determinate imprese nell’ottenimento delle commesse, nell’esecuzione e contabilizzazione dei lavori, nonché nei controlli e nei pagamenti. In cambio dei favori accordati sarebbero stati corrisposti denaro e altre utilità, tra cui somme in contanti.
Le indagini hanno riguardato anche la gestione dei materiali di scavo: sarebbero stati smaltiti come rifiuti non pericolosi materiali nei quali erano presenti tracce di amianto. Sarebbe stato infine ricostruito un sistema di fatture per operazioni inesistenti utilizzato per creare disponibilità di denaro contante, parte del quale sarebbe poi confluito anche nelle dazioni corruttive.
Nicola Gratteri: i subappalti l’anello debole
Nicola Gratteri non ha dubbi sullo scenario che si è generato. “È il sistema normativo che è soprattutto preventivo che non funziona. Come, ad esempio, l’idea che per qualsiasi opera si costruisca è possibile il subappalto”. Così si è espresso il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, a margine della 22/a edizione del Premio Giancarlo Siani, risponde ai cronisti sull’inchiesta che ha svelato un sistema di mazzette e persino di caporalato nei lavori per l’Alta velocità Napoli-Bari. Alla domanda su quale sia l’anello debole nella catena degli appalti pubblici, il procuratore della Repubblica risponde: “i subappalti”. “Sappiamo che spesso quando c’è un passaggio, uno step, lì c’è la mazzetta e poi la difformità all’opera. È ovvio che i margini di guadagno sono sempre più risicati man mano che si passa da un subappalto a un subappalto, perché spesso tra un subappalto e l’altro c’è la mazzetta”. E sull’inchiesta ha aggiunto: “Non sono una novità per me. Le mafie o i faccendieri, gli ingordi sono presenti dove c’è da gestire denaro e potere”.
A seguito degli sviluppi giudiziari, i parlamentari hanno presentato interrogazioni formali per chiedere verifiche urgenti e accertare se l’infrastruttura, costata oltre 4 miliardi di euro, presenti effettivi rischi per la sicurezza della futura circolazione dei treni.
.
.
.
.










