In redazione l’abbiamo accolta con grande attenzione. Perché ci vuole coraggio a denunciare (mentre ci stai dentro) e pubblicamente ciò che accade sotto gli occhi di tutti. Dove “tutti sanno” che accade, come bene ha sottolineato la nostra testimone diretta, e nessuno muove un dito. Si tratta di un cattivo costume d’illegalità e di sfruttamento che tutti accettano e che vige in decine di aziende del meridione d’Italia, molte delle quali sono proprio quelle che aprono supermercati a catena con la stessa identica logica che ci descrive oggi dall’interno la lavoratrice costretta a vivere la sua condizione di sfruttamento e di rassegnazione. E non alleggerisce in queste aziende, dove l’illegalità non si rispetta e dove nessun sindacato può tutelarti, sapere che in tante altre aziende e supermercati hanno scelto, al contrario, di praticare cioè la legalità, di avere sindacati all’interno a tutela dei lavoratori, di fare contratti giusti e creare legami di lealtà con i propri lavoratori. Aziende multinazionali come Lidl, MD o anche marcatamente regionali ma molto diffuse e radicate, a cui va il nostro plauso, come Sole 365 e diverse altre che sono al sud Italia di cui stiamo facendo focus per un’inchiesta che ci vedrà impegnati in nome della legalità e della lotta ad ogni tipo di corruzione con nomi, testimonianze, vicende. Intanto, ecco il racconto, per tanti versi sconcertante, che abbiamo ricevuto e che volentieri pubblichiamo…
«Mi chiedete che vi devo dire quello che vivo e vedo dentro l’azienda di supermercati dove lavoro da un poco di anni e dove si vedono tante cose brutte che chi sta all’interno non vuole raccontare a nessuno se non ai familiari più stretti perché non è semplice e anche perché le nostre condizioni le sanno tutti quanti. Quello che ci danno di stipendio, le ore di lavoro che stanno scritte sul nostro contratto e quelle che veramente facciamo. Queste sono cose che sanno tutti anche all’esterno e tutti fanno finta di non sapere. Poi mio fratello ha insistito e mi ha chiesto che poteva servire a qualcosa dirvi queste cose. E hanno insistito pure i miei ex colleghi, tutte persone perbene con famiglie e figli che sono stati cacciati fuori appena non sono stati più zitti e muti o non sono più piaciuti a Piccolo o ai suoi fidati e più stretti dipendenti che gli fanno il lecchinaggio fingendo di stimarlo. Io starò sempre dalla parte di tanti colleghi e colleghe, ragazzi perbene, che fino a poco tempo fa lavoravano qui e negli altri supermercati Piccolo ma che ora stanno in causa e vogliono giustamente farsi dare quello che spetta a loro.
Io lavoro da quando tenevo 15 anni e facevo ancora la ragioneria. Prima le pulizie nelle case quando non ci stavano ancora tante persone straniere come ora che lavorano pure meglio delle italiane. Quando tenevo 18 anni e avevo finito le scuole con il mio diploma volevo trovarmi un lavoro più sicuro. Un mio zio trovò il modo di farmi entrare in una fabbrica di conserve dove ci sono stata per quattro anni. Mi davano più di 1300 euro al mese ma dovevo lavorare anche lì più ore di quelle che stavano scritte sul contratto. Eravamo pochi addetti e questa cosa mi aiutava molto a stare bene. A sentirmi veramente come ti puoi sentire nella tua famiglia. Non mi offendevano e nessuno ci provava con me visto che quando sei una donna trovi sempre persone che ci provano compreso il datore di lavoro. Dove stavo io con il mio primo lavoro dovevamo lavorare stando attenti a tante cose ma il lavoro è fatto così. Quattro anni dopo ho deciso di trovare un altro lavoro dato che ci avevano fatto capire che c’erano delle difficoltà economiche e c’erano dei litigi tra i proprietari per questo mi sono messa alla ricerca di un nuovo lavoro perché a casa nessuno si poteva permettere di non lavorare non avendo nostro padre che è morto quando io tenevo solo quattro anni. Per questo motivo chiedevamo a tutti quelli che la mia famiglia conosceva se ci potevano aiutare. Uno di loro, amico di famiglia, conosceva il titolare così sono entrata nei supermercati Piccolo ma mai potevo immaginare quello che chi lavora in questo posto deve vedere e subire. A partire dal contratto che abbiamo. Ci sta scritto che è un part time al 50% che dovremmo fare 19 ore a settimana. Ma ne facciamo 33 e prima del 3 marzo del 2025 ne facevamo 39. Poi quando ha aperto il supermercato di Montesarchio e anche lì De Rosa, faceva i colloqui di lavoro dove nessuno conosceva Piccolo prima che apriva il supermercato. Sanno tutti qui che si è messo lui nelle orecchie del titolare per fargli ridurre almeno di un’ora al giorno nei sei giorni di lavoro della settimana e anche nei giorni festivi che pure lavoriamo come sempre. Mio fratello mi ha confermato e detto che se non riducevano almeno un poco le ore, Piccolo poteva avere problemi a Montesarchio dove nessuno lo conosceva e se arrivavano i controlli. Così hanno dovuto cambiare anche in tutti i supermercati da quando hanno aperto Montesarchio dove sono andata anch’io a dare una mano a marzo l’anno scorso.
Mo facciamo 33 ore a settimana, cinque ore e mezzo al giorno invece di sei ore e mezzo come facevamo fino al 3 marzo dell’anno scorso. Ma sul contratto che abbiamo noi part time sempre 19 ore stanno scritte. E un anno fa a De Rosa lo hanno pure messo alla porta perché dava fastidio e vedeva troppe cose che non sono fatte come si devono fare. Come regalo dopo che senza un motivo lo ha messo alla porta, Piccolo gli ha detto alle spalle le cose peggiori che non è una novità visto che Piccolo parla male di tutti alle spalle. Nessuno escluso. Su De Rosa ha detto alle spalle cose tutte false e molto offensive. Alcune cose offensive e false le ho sentito anche io direttamente da Piccolo e sarei pronta a testimoniare se me lo chiedono. Pure se devo lasciare questo lavoro che non mi piace e ci resto ancora perché ho la necessità di lavorare. Ma non voglio più sentire dire bugie e offese gravi, anche sulla vita privata e personale di tante persone e tante mie colleghe che stanno qui dentro e negli altri supermercati di Piccolo dove sono stata. Ho detto queste cose anche direttamente a De Rosa per metterlo in guardia. Anche se tutti sanno e anche lui che Piccolo ha sempre parlato male di tanti colleghi che ancora lavorano qui e non vengono mai apprezzati. Lui e alcuni che lavorano per lui hanno fatto sempre la stessa cosa qui con tanti miei ex colleghi e colleghe. Quando qualcuno dà fastidio e chiede di fare le ore che stanno scritte sul contratto se non si può mettere subito alla porta lo mandano nei supermercati più lontano da dove abita per costringerlo a licenziarsi. Lo fanno con molti e molti di questi ora stanno in causa per avere il giusto ma non è mai facile per loro perché Piccolo ha a disposizione chi va nel tribunale a testimoniare a favore suo per proteggere l’azienda dove chi va a testimoniare lavora ancora e prende lo stipendio. Vi posso fare molti nomi ma faccio quello di De Rosa visto che lui ha avuto ruoli importanti in questa azienda. Io a De Rosa, che se andate a vedere è stato per anni in questa azienda per farla crescere e ha scritto pure libri su Piccolo, prima che veniva messo fuori senza motivo da Piccolo perché dava fastidio ma soprattutto perché vedeva e sapeva troppe cose, gli ho detto più volte che il posto suo non era in questa azienda e che ci è stato pure troppo tempo. Qui era sprecato. Lo dico pure a me che qui sono sprecata e a tante brave persone che lavorano in questi supermercati che ho avuto modo di conoscere da dentro perché ci lavoriamo ancora. Poi chi si accontenta gode e dice pure che questa azienda è il massimo e oltre Piccolo non c’è niente di meglio. Ma non è vero e lo sanno pure loro che non è vero ma fanno finta perché hanno lo stipendio sicuro.
Qui non vali niente. Nessuno vale niente qui se sentite gli sfoghi di Piccolo quando non sta sopra i palchi e nessuno lo sente. Capita tante e tante volte che offende persone di qualsiasi età e mansione mentre stanno lavorando. Io ho visto dei pasticcieri piangere per le offese che avevano subito da lui davanti agli altri. Anche un pizzaiolo, un bravo ragazzo, quando contro di lui il titolare gli disse davanti ai clienti “sei una chiavica e ora prendi il giaccone e vattene a casa” e lo ha mandato a casa per giorni e fatto sospendere senza pagarlo perché non aveva fatto la pizza velocemente a una cliente dato che aveva troppe ordinazioni e altre pizze che stava già facendo. Posso raccontare tante di queste cose e potete chiamare anche i diretti interessati. Basta una cosa che non sta fatta bene secondo il titolare o qualcuno che gli ha detto una bugia su un collega e ti prendi gratis l’offesa che lui ti fa davanti a chi si trova, clienti o colleghi non fa differenza. Poco tempo fa un bravo direttore di un supermercato Piccolo gli dava fastidio perché dicevano che aveva una storia con una collega. Così lo hanno mandato a lavorare lontano per punizione. Ci stanno tante cose che potrei raccontare e nessuna di queste cose è una bugia se andate a chiedere alle persone che, come ho visto e sentito io, hanno visto e sentito anche loro. O si può chiedere ai diretti interessati. Sono sicura che conoscendo questi supermercati da molti anni e tutti i pettegolezzi che si fanno qui e tutti sanno, ora cercheranno di capire chi ha detto queste cose e sicuramente metteranno in croce qualcuno che sospettano. Non si rendono conto che prima o poi anche in questi supermercati entrano i sindacati che per fortuna sono gli unici che ci possono veramente tutelare. Qualcuno si è già iscritto ma sono ancora pochissimi su più di 1600 dipendenti che ci stanno perché hanno paura di farlo. Nessuno vuole negare i lati positivi, il fatto che ci pagano con puntualità ma quello che ci pagano non corrisponde alle ore che facciamo e chi fa più ore prende il resto in una busta con i contanti cioè in nero. Quelli che stanno negli uffici a Pomigliano sono gli unici che vivono bene perché non lavorano nei festivi e nemmeno di sabato e hanno gli stipendi più alti di tutti. Tutti quelli che vengono pagati bene non hanno mai detto nulla a nostro favore di quello che ci succede qui perché quando tu stai bene e vieni pagato per le ore e le cose che fai degli altri non te ne importa niente. Ma è tutta una corruzione qua dentro e fuori. Chi fa l’intera giornata dovrebbe fare meno delle ore che fa. Come pizzaioli e altri che fanno sempre 9 ore al giorno e anche di più come 10 e 11 ore nei giorni della settimana quando ci sta più gente mentre sul contratto è diverso e le ore dovrebbero essere sempre 8 per chi fa intera giornata. Io di questi qua conosco vita, morte e miracoli, come dice la nonna mia, di tutti quanti. Conosco i nomi di quelli che si lamentano e poi fanno la bella faccia quando viene Piccolo o vengono quelli che manda lui a spiare o fotografare. Tanti ci stendono il tappeto a lui solo per lo stipendio che prendono ma non lo stimano per come si comporta diversamente dall’esterno dove recita la parte della persona buona e rispettosa ma all’interno tratta male da sempre senza rispetto tantissimi lavoratori. Invece sono proprio quei lavoratori trattati male e sfruttati come me che ci fanno fare il lusso a lui, ai suoi familiari e ai suoi amici. A finale ditemi a che vale portare il profumo alla festa della donna o lo scatolo a Natale e a Pasqua se non sai rispettare i lavoratori con i contratti giusti e il giusto rispetto che devi dare? Tutte belle parole che lui ha imparato a dire molto bene ma che qui tutti quanti sanno che sono parole false. Lo sanno e fanno finta di niente perché il lavoro serve a tutti noi che abbiamo le famiglie. Ci stanno dei colleghi che dicono e io pure lo dico che la beneficenza all’esterno non la fa Piccolo come ho letto e sentito dire ma la facciamo noi lavoratori che abbiamo stipendi da 600 o 650 euro al mese più il resto che non ci da Piccolo ma lo Stato tipo il bonus di cento euro. Sulle carte per la pensione che non prenderemo mai per le ore a settimana che lavoriamo sta scritto che facciamo 19 ore a settimana e non 33 che sono quelle che veramente facciamo uguale quasi al tempo pieno. Qui non esiste essere pagati se fai lo straordinario o lavori sempre di notte o dopo le dieci di sera che sempre notturno è. Durante i periodi di festa dicono che dobbiamo collaborare cioè fare più ore senza avere nulla di più. Non ci sta qui il notturno sia per tutti i miei colleghi panettieri fanno la notte sia per quelli che lavorano dopo le dieci di sera in tutti i supermercati che stanno aperti fino a mezzanotte. Non sta scritto da nessuna parte. Andate a controllare. Ci sta pure chi aveva il contratto dell’intera giornata e sei o sette anni fa lo hanno passato, senza motivo, a part time ma sempre l’intera giornata faceva anche con 9, 10 e anche 11 ore di lavoro in un giorno. Mio fratello continua a dire che devo cambiare lavoro e che questi sono sempre e solo dei banditi che approfittano della povera gente. Lui dice che Piccolo è spalleggiato e coperto dai politici e dagli altri che dovrebbero vedere queste cose, intervenire e invece non fanno niente. Dice che qui i controlli di chi dovrebbe controllare orari e altro non ci stanno mai o sono per finta. Tanti colleghi hanno fatto all’inizio anche uno, due anni e più anni in nero cioè senza nessun contratto. Quelli che dovrebbero controllare fanno finta di non vedere perché guardano i loro interessi, i regali che hanno di tutti i tipi come si fa nei posti dove ci sta la corruzione. Mio fratello dice che Piccolo se la fa con tutti i sindaci e con altri perché servono e Piccolo serve a loro dove stanno i suoi supermercati.
Lo so che dire tutte queste cose significa mettermi in difficoltà ma io da qui prima me ne vado e meglio è. Per mio fratello dovevo farlo già quando ho visto che qua dentro non rispettano nessuno e anche le mie ex colleghe con cui ci hanno provato non solo alcuni colleghi. Si comprano la necessità e il bisogno della gente. Me lo diceva anche mio zio quando non lavoravo qui che Piccolo si prende il sangue dei suoi lavoratori e che fa finta pure di essere un bravo imprenditore e un benefattore. Ma è tutta una recita e quando sono arrivata me ne sono accorta subito ma mi serviva il lavoro e ho accettato. Quando sono entrata mi avevano detto che le part time di sabato hanno fatto per anni la giornata intera. Tutte quante, nessuna esclusa. Lo sapevano tutti che non si poteva fare ma nessuno ha mai fatto niente. Anzi. Vedo che Piccolo si prende pure gli applausi e i complimenti. Lo portano come esempio anche dentro le scuole e si fa le foto con i politici, i sindaci, i preti e altri. Ma come gestisce la sua azienda da sempre nessuno lo dice anche se lo sanno tutti. Chi sta male e tiene la fede dice che prima o poi ognuno paga il male che fa. Ma io vedo che tante persone sopra la faccia della terra fanno il male agli altri, rubano, si arricchiscono, fanno imbrogli e stanno sempre bene. E le loro cose vanno sempre bene. E fanno pure il lusso e la bella vita sulla fatica degli altri che arrivano a fine mese senza soldi. Io ho fede e penso che chi fa il male lo paga. L’unica cosa buona che c’è in questo posto è che ho fatto amicizia con tante mie colleghe, ho conosciuto brave persone che lavorano con tanta attenzione e fatica ma non vengono mai ripagate o elogiate tranne il gruppo ristretto delle persone che sono attorno a Piccolo, le persone che gli servono. Spero che anche se non lavorerò più per questi supermercati ma per qualche azienda migliore le cose qui possono vedere un miglioramento per i lavoratori che ci stanno. Se già almeno dieci, venti di loro si mettono nei sindacati qualche cosa può cambiare. Possono venire tutelati veramente visto che oggi non li tutela nessuno e non fare più questi orari che non stanno nel contratto o essere spostati lontano e cacciati via senza nessun motivo visto che qui nessuno conta niente».
.
Il caso di Catania dello scorso 2025

Trentasette lavoratori di un supermercato del Catanese – come riportava il 15 maggio del 2025 News 24 e tante altre realtà d’informazione – sarebbero stati impiegati “un numero di ore nettamente superiore rispetto a quelle previste da contratto, con retribuzioni che, nei casi più gravi, si sarebbero attestate a 1,6 euro l’ora con stipendi mensili di 7-800 euro per i giovani a fronte di oltre 60 ore settimanali di lavoro”. È quanto emerso da indagini della guardia di finanza che hanno portato all’arresto, per caporalato e autoriciclaggio, del rappresentante legale e del direttore commerciale, che sono stati posti ai domiciliari, e al sequestro preventivo della società, il cui valore è stimato in 3 milioni di euro.
Al centro delle indagini della compagnia della Guardia di Finanza di Paternò ci sarebbe un noto supermercato di Biancavilla dove un controllo, spiegano le Fiamme gialle, ha permesso di quantificare “l’omessa corresponsione di retribuzioni negli anni per un ammontare pari a circa 1.600.000 euro e di contributi previdenziali per 1.150.000 euro“.
.
Avviso ai lettori
Chiunque vive condizioni di illegalità come la testimonianza raccontata in questo articolo, in qualsiasi ambito lavorativo, può scriverci per raccontare e documentare la propria esperienza all’indirizzo mail redazione@lacamorra.it. Saranno garantiti, come da codice deontologico dell’Ordine dei Giornalisti, la protezione e la riservatezza della fonte e dei vostri dati, qualora ce lo chiederete a patto che le vostre esperienze siano supportate dai nostri risconti di veridicità e correttezza.
