Francesco Coco, un uomo perbene contro la ‘ndrangheta calabrese

di francesco de rosa |


Lo hanno visto da sindaco e da consigliere comunale (come da semplice cittadino) di recente e negli anni scorsi incatenato per protestare contro il silenzio di molti suoi corregionali davanti alla tracotanza della ‘ndrangheta che mortifica e danneggia la Calabria da decenni. E poi lo hanno visto subire un’aggressione violenta, l’altra notte, quando Francesco Coco, 74enne ex sindaco di Roccabernarda, paesino con poco più di tremila abitanti, vicino a Crotone. Soccorso dal 118 e trasportato prima all’ospedale di Crotone, poi presso quello di Catanzaro, dove è tutt’ora ricoverato Francesco Coco sta lottando per superare questa brutta storia. Intanto, già la prima ricostruzione dell’aggressione ha dato elementi sufficienti a identificare i due aggressori, uno dei quali è nipote di un esponente di vertice di una consorteria criminale che la ‘ndrangheta annovera proprio in quel territorio. La posizione dei due minorenni ora è al vaglio degli inquirenti, mentre le indagini proseguono per delineare il movente del pestaggio.


Francesco Coco, un passato nell’Arma e una vita spesa per la legalità, è ricoverato in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita. Rientrato a casa poco prima della mezzanotte di sabato scorso dopo una serata fuori Coco ha trovato ad attenderlo i due diciassettenni, che a volto coperto, all’interno del terreno della casa nella quale abita, in campagna non hanno esitato. Non appena l’uomo è sceso dall’auto gli sono piombati addosso armati di bastone e lo hanno colpito con ferocia prima di darsi alla fuga nell’area verde che circonda l’abitazione.

Un attacco vile a cui, per fortuna, molta parte delle istituzioni (locali e non) hanno reagito con sdegno. Francesco Coco è una persona straordinaria. Un uomo perbene. Ha fatto della legalità e della lotta alla criminalità una ragione di vita, un tratto distintivo per proprio percorso umano e professionale, prima da servitore dello Stato come maresciallo dei carabinieri, e dopo da rappresentante delle Istituzioni, da sindaco di Roccabernarda, da consigliere comunale e provinciale. Sempre dalla stessa parte, quella della giustizia, della verità e dei cittadini onesti. Sono sinceramente colpito dall’aggressione che ha subito ieri notte per mano di due balordi che lo hanno colpito alle spalle, mentre tornava a casa. Gli sono vicino con tutto l’affetto che si deve ad un amico caro, quello che lui è per me” ha affermato il consigliere regionale Antonio Montuoro, presidente della Seconda Commissione Bilancio, segretario della commissione permanente contro il fenomeno della ‘ndrangheta. “Francesco – ha aggiunto Montuoro – è un esempio per chi ha deciso di mettersi al servizio dello Stato e della propria comunità, con spirito di abnegazione e sacrificio. Nel 2006 è stato anche insignito del titolo di cavaliere della Repubblica italiana, e negli anni scorsi è stato già oggetto di gravi intimidazioni: nel 2019, quando era consigliere comunale, gli è stata incendiata l’auto. La costante e determinata azione contro la criminalità dava fastidio e continua a dare fastidio, fino a questo punto. Sono certo che le forze dell’ordine assicureranno in tempi brevi alla giustizia gli artefici di questo vile gesto – ha concluso -. Ma dobbiamo essere tutti vicini a Francesco, non può essere lasciato solo per quello che ha fatto per la nostra terra, e per quello che rappresenta”.

Dalle notizie in nostro possesso – si legge nel post dell’amministrazione comunale – in questo preciso momento, Francesco si trova all’ospedale di Catanzaro in Neurochirurgia“. “Già sindaco di Roccabernarda – sottolinea il comunicato del Comune – dal 2002 al 2007 e Consigliere Provinciale nel biennio 2020-2021in questi anni Francesco si è contraddistinto nella lotta contro il malaffare ed è stato da sempre impegnato nel combattere gli ambienti malavitosi“. “Siamo vicini con la mente e con il cuore – prosegue la nota – al nostro concittadino. Atti del genere sono vergognosi, inauditi e che incidono negativamente sulla tranquillità di una intera popolazione. Siamo certi che le Autorità competenti troveranno i colpevoli di questo vigliacco gesto così da permettere giustizia nei confronti del Maresciallo e di tutta la sua famiglia“.

A giudicare da quanto è emerso dalle indagini il movente di ‘ndrangheta non sarebbe direttamente collegato all’aggressione. I due diciassettenni, infatti, avrebbero agito per una sorta di vendetta personale nei confronti di Coco, maresciallo dei carabinieri in pensione, impegnato anche come amministratore pubblico nel contrasto alla criminalità organizzata.

Anche Libera Crotone “condanna in modo forte e deciso il vile gesto di violenza ai danni di Francesco Coco, da sempre impegnato a favore della sua comunità di Roccabernarda sia da semplice cittadino che nei ruoli istituzionali di sindaco, consigliere comunale e consigliere provinciale. Questo gesto di inaudita violenza colpisce non soltanto la persona a cui è stato direttamente rivolto, ma tutta la comunità che non può e non deve più tollerare queste azioni vigliacche e violente da parte di coloro che come “topi di fogna”, preferiscono venire allo scoperto di notte per rodere la parte buona e bella della comunità di Roccabernarda. E proprio da parte di questa grandissima maggioranza di persone per bene che deve venire l’impegno affinché l’infamia e il dolore che ha subito il maresciallo Coco, assalito e picchiato a sangue, non devono più ripetersi, per lui e per chiunque altro decida, a testa alta, di impegnarsi per la costruzione di una società più giusta, per la tutela dei diritti di tutti”.

Solidale con l’ex sindaco anche la deputata Elisabetta Barbuto (M5S). “Voglio esprimere il mio sdegno per la vile e criminale aggressione subita da Francesco Coco al quale va tutta la mia solidarietà nell’auspicio che si possa prontamente rimettere e ritornare alla sua vita, all’impegno civico che lo ha sempre contraddistinto ed alle sue battaglie per la legalità.. Al maresciallo Coco, alla sua famiglia ed alla comunità tutta di Roccabernarda non posso che essere vicina con tutto il cuore nel condannare atti del genere, assolutamente indegni di un consesso civile, atti vigliacchi, atti criminali, che feriscono profondamente tutti i calabresi onesti. Sembrerebbe che gli autori del gesto criminale siano due giovani, ancora minorenni. E la cosa sconvolge ulteriormente perché attesta il degrado culturale di certi ambienti e di taluni soggetti convinti ancora che la violenza fisica sia il mezzo per tacitare la voce libera di chi sceglie di percorrere ogni giorno il cammino della legalità. Non con le parole, ma con il proprio impegno quotidiano nelle piccole e nelle grandi sfide nelle quali la vita ci impegna”.

«A Francesco Coco manifestiamo tutta la nostra solidarietà e la nostra vicinanza per l’impegno civico che lo ha sempre contraddistinto in questi anni, attraverso il lavoro svolto come primo cittadino e come consigliere comunale e provinciale, oltre che come maresciallo dei Carabinieri, sempre in prima linea nella lotta contro la criminalità organizzata nel territorio crotonese e per la difesa dei valori della legalità» dichiara la Vicepresidente Maria Antonietta Sacco, Coordinatrice per la Regione Calabria di Avviso Pubblico.

«Condanniamo questo episodio di inaudita gravità che si somma ai tantissimi atti di violenza e minaccia che ogni anno sindaci, assessori, consiglieri comunali e municipali, amministratori regionali, dipendenti della Pubblica amministrazione, sono costretti a subire nel nostro Paese. Come abbiamo raccontato qualche giorno fa, durante l’undicesima presentazione del nostro annuale Rapporto Amministratori sotto tiro con la presenza del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, nel 2021 sono stati 438 atti intimidatori rivolti contro gli Amministratori locali. Sono numeri inaccettabili per un Paese civile che dimostrano come fare l’amministratore oggi è estremamente difficile e come le mafie, quando vogliono farsi sentire, sanno benissimo che strumenti utilizzare per intimidire e minacciare. Queste minacce devono suonare come un campanello d’allarme per tutti noi che dobbiamo fare in modo di non lasciare mai soli tutti coloro che lottano per l’affermazione della legalità e della giustizia sociale», conclude la Vicepresidente Maria Antonietta Sacco.

Avviso Pubblico, auspicando che le Forze dell’ordine facciano luce in tempi rapidi sulla vicenda, assicurando i responsabili alla giustizia, nei prossimi giorni si confronterà con l’Amministrazione comunale di Roccabernarda, nostro ente socio, e con le associazioni del territorio per provare a capire quali iniziative mettere in campo per far sentire sempre di più la vicinanza della nostra Associazione agli amministratori locali minacciati nel corso della propria attività di contrasto alla cultura criminale.

Intanto, proprio in queste ore, l’Amministrazione comunale della piccola cittadina crotonese ha chiamato a mobilitazione i cittadini e affisso uno striscione fuori l’abitazione di Francesco Coco.

La redazione de “la camorra vista&rivista” auspica che Francesco Coco possa riprendersi presto e che il suo impegno possa essere d’esempio per i tanti calabresi che se ne stanno da parte senza fare nulla contro la violenza e la prepotenza della ‘ndrangheta.

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