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A Napoli la camorra, in pieno covid, intimava ambulanze a sirene spente

di francesco de rosa |

Sono passate poche ore da quando sulla pagina facebook dell’associazione no profit “Nessuno tocchi Ippocrate” è stato pubblicato un post nel quale si racconta la vicenda delle intimidazioni subite dalla camorra che la notizia ha già fatto il giro del web. “Nessuno tocchi Ippocrate” ha riunito, tempo fa, gli operatori sanitari del 118, i medici delle guardie mediche e quelli impegnati in prima linea negli ospedali per rendere pubbliche, tutte le volte che occorre, le tante e troppe aggressioni che medici, operatori sanitario e personale del 118 subiscono a Napoli come in diversi altri luoghi della Campania e non solo. L’ultima denuncia ha destato particolare preoccupazione. Ecco perché.


“O spegni le sirene o ti sparo!” Aggressione n.8 del 2021. È accaduto alla postazione 118 di Pietravalle sabato sera intorno alle 20.00, l’equipaggio era diretto a scala Montesanto (quartieri spagnoli- Napoli) improvvisamente vengono affiancati da due loschi figuri su un motociclo che bussando violentemente sulla fiancata del mezzo fermano la corsa ed esclamano:” hai capito che qui le sirene non le devi usare? Spegnile altrimenti ti sparo” e successivamente una serie di offese non ripetibili. L’autista impaurito allerta le FFOO. Nell’attesa dell’arrivo della polizia l’equipaggio resta in ostaggio del quartiere senza potersi muovere in quanto i facinorosi facevano ronde continue intorno a loro! Arrivati i poliziotti ,i sanitari vengono letteralmente scortati a sirena fuori dal quartiere! Purtroppo il problema delle “sirene non gradite” è molto comune a Napoli , ci sono quartieri dove sono bandite, tipo Sanita’, quartieri spagnoli, rione traiano. Evidentemente le sirene sono “non gradite” poiché il paziente all’interno non è un loro congiunto!

Fino a qui la ricostruzione di una vicenda che avrà di sicuro strascichi. Dalla Sanità ai Quartieri Spagnoli fino al rione Traiano il clima è lo stesso da diversi mesi. Lo stesso che preoccupa coloro che prestano assistenza e soccorso ai cittadini di quelle parti di Napoli. Ora è stato raccolto ogni dettaglio in una informativa delle forze dell’ordine. Il rumore delle sirene dei mezzi di soccorso è troppo simile a quelle di polizia e carabinieri. Ed è tale da creare falsi allarmi soprattutto nelle piazze di spaccio della droga che in questo modo sono costrette a rallentare le vendite se non bloccarle. L’allarme e quindi il diktat contro le strutture di soccorso pubblico è partito da tempo dentro gli ambienti della camorra napoletana: quella di «Pietravalle» soprattutto che si vede danneggiata negli affari criminali. Così gli inquirenti sono stati allertati e costretti ad avviare le prime indagini.

Serviranno elementi probatori, dettagli, circostanze precise, ricostruzioni mirate per capire fin dove il potere tracotante e coercitivo della camorra si vuole spingere per ottenere ciò che ha chiesto l’altra sera. O se, invece, si è trattato di cani sciolti che usano in maniera gratuita la violenza. E non basterà solo l’impegno lodevole dell’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate” ma anche la collaborazione dei cittadini che alla camorra non vorranno prestare il fianco. Se così fosse il danno sarebbe irreparabile e toccherebbe i diritti dei cittadini perbene che hanno bisogno di un soccorso celere ed efficace. Desta sconcerto, intanto, che la sera dell’accaduto gli abitanti di quella parte di Napoli non si siano opposti alla tracotanza dei camorristi che hanno impedito di proseguire agli operatori sanitari fino a quando non sono sopraggiunti sul posto le Forze di Polizia.

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